INFEZIONI EPATICHE

INFEZIONE DA VIRUS DELL’EPATITE C (HCV)

L’epatite è un’infiammazione del fegato causata dal virus dell’epatite C. In Italia, all’incirca 2 milioni di persone ne sono affette. Purtroppo ad oggi non esistono ancora dei vaccini per prevenire l’infezione.






ATTIVITÀ CLINICA

L’U.O. Chirurgia Epatica e del Trapianti di Fegato è da anni impegnata nel trattamento delle patologie epato-bilio-pancreatiche, mediante l’attività di trapianto di fegato, la chirurgia epatica maggiore e la realizzazione di avanzate procedure chirurgiche per il trattamento di malattie maligne e benigne del fegato, delle vie biliari e del pancreas.

Cos’è l’epatite da HCV?

L’epatite è un’infiammazione del fegato causata dal virus dell’epatite C. In Italia, all’incirca 2 milioni di persone ne sono affette. Purtroppo ad oggi non esistono ancora dei vaccini per prevenire l’infezione.

Ci sono 6 diversi genotipi di HCV, denominate da 1 a 6,  e più di 90 sottotipi, indicate con le lettere dell’alfabeto. In Italia la variante più comune è l’ 1b (51% dai casi) , seguito dai genotipi 2 (28%) e 4(4%) . I diversi genotipi si differenziano per una differente risposta alla terapia: i genotipi 1 e 4 sono i più resistenti.

Come si contrae l’infezione da HCV?

Il virus si trova nel sangue e nei liquidi corporei delle persone infette. Il contagio può avvenire per:

  • Rapporti sessuali non protetti con persone infette
  • Attraverso aghi o siringhe infette (comune nei tossicodipendenti e negli operatori sanitari)
  • Durante il parto per trasmissione verticale dalla madre al feto
  • Trasfusione di sangue infetto, ormai causa rara

Come si fa la diagnosi?

La diagnosi viene fatta tramite indagini di laboratorio:

  • Sierologia: determina il titolo anticorpale degli anticorpi rivolti verso i vari componenti del virus. Questa indagine ha due limiti principali: non permette di distinguere tra malattia attiva o pregressa e, talora, può dare risultati falsi negativi nei primi 6 mesi dall’infezione (“periodo finestra”
  • PCR: metodica che misura la carica virale ovvero quantità di materiale genetico del virus (HCV-RNA) presente nel sangue. Se positvo significa che il virus si sta replicando (fase attiva dell’infezione)
  • Genotipizzazione virale: determina il genotipo quindi permette di adottare la terapia più adeguata
  • Transaminasi (AST e ALT): indici di danno epatico, in genere vengono rilasciate in gradi quantità  dal fegato durante la fase attiva dell’infezione. In circa un 25% delle persone con epatite possono presentare valori normali
  • Elastometria epatica (Fibroscan): valuta l’elasticità del fegato dando una misurazione indiretta del grado di fibrosi epatica
  • Biopsia epatica: indagine invasiva che prevede il prelievo di un frustolo di tessuto epatico tramite un ago apposito inserito per via percutanea e sotto guida ecografica. Il campione prelevato viene sottoposto ad un esame morfologico che definisce in maniera accurata la gravità del danno epatico

Qual è il decorso dell’infezione da HCV?

Si distinguono due fasi dell’infezione da HCV: acuta e cronica.

Epatite acuta da HCV

L’ epatite acuta C è la fase che consegue all’infezione con l’HCV. Spesso è asintomatica o può essere scambiata per una semplice influenza.

Sintomi più specifici sono:

  • Ittero
  • Dolore allo stomaco
  • Perdita dell’appetito
  • Nausea
  • Fatica

I sintomi possono essere accompagnati dal rialzo delle transaminasi, AST e ALT.

Quali sono gli effetti a lungo termine?

Solo una minoranza delle persone che contraggono l’infezione va incontro a guarigione caratterizzata dalla scomparsa dell’HCV-RNA e la normalizzazione delle transaminasi. Circa il 60-80% delle persone progredisce verso uno stato cronico di malattia chiamato epatite cronica da HCV.

Epatite cronica da HCV

L’epatite cronica C viene definita come la persistenza nel sangue dell’HCV-RNA associata o meno a valori fluttuanti di transaminasi, oltre i 6 mesi dall’inizio dell’infezione con l’HCV.

Quali sono i sintomi?

  • Fatica e malessere generale
  • Turbe della memoria
  • Perdita dell’appetito
  • Dolori muscolari e articolari

Ci possono essere anche sintomi legati alla cirrosi, stadio terminale della malattia epatica; questi sono:

  • Ittero
  • Urine ipercromiche, giallo scure
  • Facile sanguinamento

Quali sono le complicanze a lungo termine ?

L’infezione cronica nel 20-35% dei casi progredisce, dopo 10-30 anni, ad uno stadio terminale di malattia detto cirrosi epatica caratterizzata da fibrosi de fegato, ovvero li tessuto vitale epatico viene sostituito da tessuto di cicatrizzazione. Questo porta a una riduzione della funzionalità epatica fino all’insufficienza d’organo e a un maggior rischio di sviluppare carcinoma del fegato.

Ad oggi l’epatite cronica HCV rappresenta una delle maggiori indicazioni al trapianto epatico.





Chirurgia del fegato, del pancreas e delle vie biliari

Dott. Davide Ghinolfi

Il Dr. Davide Ghinolfi esercita presso l’Unità Operativa di Chirurgia Epatica e del Trapianto di Fegato dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana, leader in Italia nel trapianto di fegato e nella chirurgia epato-biliare.


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