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PATOLOGIE BENIGNE

ERNIA

L’ernia viene definita come la fuoriuscita di un viscere o di parte di esso dalla cavità in cui è contenuto verso l’esterno (ernia esterna) o verso un’ altra cavità (ernia interna).






ATTIVITÀ CLINICA

L’U.O. Chirurgia Epatica e del Trapianti di Fegato è da anni impegnata nel trattamento delle patologie epato-bilio-pancreatiche, mediante l’attività di trapianto di fegato, la chirurgia epatica maggiore e la realizzazione di avanzate procedure chirurgiche per il trattamento di malattie maligne e benigne del fegato, delle vie biliari e del pancreas.

L’ernia viene definita come la fuoriuscita di un viscere o di parte di esso dalla cavità in cui è contenuto verso l’esterno (ernia esterna) o verso un’ altra cavità (ernia interna).

Come vengono classificate?

In base alla loro localizzazione si distinguono:

  • Ernie inguinali. Rappresentano circa l’80% di tutte le ernie e colpiscono più frequentemente i maschi.
  • Ernie femorali o crurali. Rappresentano il 6% delle ernie e colpiscono più frequentemente le femmine
  • Ernie ombelicali. Rapp0r0esentano il 3% delle ernie. Colpiscono più spesso i bambini e sono congenite. Può essere reversibile.
  • Laparocele o ernie post-chirurgiche. Rappresentano il 10% di tutte le ernie. Si formano sulle ferite chirurgiche
  • ci sono altre ernie molto rare (2% totali) come ad esempio l’ernia di Spigelio, l’ernia Lombare e l’ernia Perineale

Perchè si formano le ernie?

Ci sono diversi fattori di rischio che possono favorire lo svilup0pon di un’ernia. in generale l’indebolimento delle facse muscolari dell’addome

  • età
  • vita sedentaria
  • obesità
  • dimagrimento impo0rtante e rapi0do
  • gravidanze multiple
  • malattie del collagene (ad esempio la Malattia di Marfan)
  • tosse cronica
  • stipsi
  • disuria
  • ascite
  • sforzi fisici

Quali sono i segni e i sintomi?

L’ernia si presenta come una tumefazione in genere non dolente che può essere messa in evidenza con manovre che aumentano la pressione intra-addominaledi ponzamento.

Nella maggiro parte dei casi le ernie sono riducibili ovvero il viscere erniato può essere reintroddotto in cavità addominale con manovre specifiche (dette manovre di Taxis).

In alcuni casi invece le ernie possono divenire irriducibili perchè si formano delle aderenze, ovvero del tessuto fibroso, fra il viscere erniato e i tessuti circostanti.

In genere le ernie non sono sintomatiche se non quando vanno incontro a complicanze, anche molto gravi.

Quali sono le complicanze?

Un’ernia complicata richiede un intervento in urgenza. L’ernia può complicarsi con:

  • occlusione intestinale, con chiusura dell’alvo a feci e gas
  • strangolamento dell’ansa intestinale erniata. In questo caso oltre all’occlusione dell’intestino c’è anche sofferenza vascolare che può portare fino a ischemia e infarto della parete ‘intestinale con conseguenze pericolose per la vita del paziente come la perforazione dell’intestino in addome
  • incarcerazione, quando si formano aderenze fra il viscere erniato e le strutture circostanti
  • intasamento, quando l’ansa intestinale è piena di feci che ne impediscono la riduzione in addome

Trattamento

La presenza di un’ernia è di per sè un’indicazione alla chirurgia anche se l’ernia è asintomatica poichè è sempre preferibile intervenire non in urgenza.

Ci sono diversi tipi di intervento chirurgico che sfruttano sia tecniche open mini-invasive che tecniche laparoscopiche. L’intervento può richiedere talora l’anestesia generale ma nella maggior parte dei casi è sufficiente l’anestesia locale con sedazione.

I tempi di degenza post-operatoria sono brevi e il paziente viene dimesso dopo uno due giorni dall’intervento. Il recupero post-chirurgico è rapido e il paziente potrà riprender le normali attività quotidiane dopo una settimana, evitando accuratamente di fare sforzi che impieghino la muscolatura addominale.

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Chirurgia del fegato, del pancreas e delle vie biliari

Dott. Davide Ghinolfi

Il Dr. Davide Ghinolfi esercita presso l’Unità Operativa di Chirurgia Epatica e del Trapianto di Fegato dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana, leader in Italia nel trapianto di fegato e nella chirurgia epato-biliare.


REPARTO

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