PATOLOGIE BENIGNE

COLELITIASI O CALCOLI DELLA COLECISTI

I calcoli della colecisti sono dei piccoli sassolini che si formano nella colecisti. La colecisti è un organo simile ad un sacchettino, situata al di sotto del fegato nel quadrante superiore destro dell’addome.






ATTIVITÀ CLINICA

L’U.O. Chirurgia Epatica e del Trapianti di Fegato è da anni impegnata nel trattamento delle patologie epato-bilio-pancreatiche, mediante l’attività di trapianto di fegato, la chirurgia epatica maggiore e la realizzazione di avanzate procedure chirurgiche per il trattamento di malattie maligne e benigne del fegato, delle vie biliari e del pancreas.

I calcoli della colecisti sono dei piccoli sassolini che si formano nella colecisti.

La colecisti è un organo simile ad un sacchettino, situata al di sotto del fegato nel quadrante superiore destro dell’addome. La sua funzione è quella di raccogliere la bile secreta dal fegato e poi, al bisogno, secernerla nel dotto epatico comune attraverso il quale la bile raggiunge il piccolo intestino, dove svolge le sue funzioni digestive sui grassi.

La bile contiene acqua, colesterolo, grassi, sali biliari, proteine e la bilirubina. I sali biliari disciolgono i grassi, mentre la bilirubina conferisce alla bile il suo tipico colore giallo-verdastro.

I calcoli biliari possono variare in dimensioni da un granello di sabbia a una pallina da golf. La colecisti può sviluppare solo un grande calcolo biliare, o centinaia di piccoli calcoli, o una combinazione dei due.

I calcoli biliari, quando si muovono lungo i dotti biliari, possono causare un ostacolo al passaggio della bile. I dotti comprendono:

  • Dotto epatico, che porta la bile fuori dal fegato
  • Dotto cistico, che porta la bile alla colecisti e poi fuori dalla stessa
  • Dotto epatico comune, che porta la bile raccolta dai dotti cistico ed epatico fino al piccolo intestino

La bile che rimane intrappolata in questi dotti può causare l’infiammazione della colecisti, dei dotti, o, in casi rari, del fegato. Talvolta i calcoli, passando dal dotto epatico comune, possono causare una pancreatite acuta.

Se i calcoli biliari rimanessero intrappolati nei dotti biliari per lungo tempo, potrebbero causare gravi danni o infezioni della colecisti, del fegato o del pancreas.

Talora, se non trattate, le complicanze della colelitiasi possono essere fatali. I sintomi d’ allarme sono febbre, ittero e dolore persistente.

Perché si formano i calcoli nella colecisti?

Esistono due tipi di calcoli della colecisti: di colesterolo e pigmentati.

calcoli di colesterolo sembrano formarsi quando la bile contiene colesterolo e/o bile in eccesso, o una ridotta concentrazione di sali biliari, o quando la colecisti non riesce a svuotarsi completamente dal secreto.

Le cause che portano alla formazione dei calcoli pigmentati non sono del tutto note. Questi calcoli si formano più frequentemente in persone affette da cirrosi epatica, infezioni dei dotti biliari, o patologie ereditarie del sangue come ad esempio l’anemia falciforme, in cui il fegato produce troppa bilirubina.

La presenza stessa dei calcoli nella colecisti ne favorisce la formazione di nuovi.

Chi sono le persone a rischio di colelitiasi?

  • Donne in gravidanza o in terapia ormonale sostitutiva
  • Persone con età > 60 anni
  • Persone, soprattutto donne, in sovrappeso o obese
  • Persone con almeno un famigliare con colelitiasi
  • Diabetici
  • Persone in terapia con farmaci ipocolesterolemizzanti
  • Digiuno e diete dimagranti drastiche


Quali sono i sintomi?

I calcoli della colecisti di per se sono asintomatici. Possono divenire sintomatici quando muovendosi all’interno dei dotti biliari causano un blocco del passaggio della bile, la così detta colica biliare. La colica in genere ha un esordio improvviso e spesso segue pasti ricchi di grassi o talora può insorgere di notte. I sintomi sono:

  • Dolore improvviso al quadrante superiore destro dell’addome che aumenta progressivamente d’intensità e può durare anche diverse ore.
  • Dolore interscapolare
  • Dolore sotto la spalla destra

Spesso il dolore si risolve da solo perché il calcolo riesce a mobilizzarsi e  passare nell’intestino. Non per questo, la colelitiasi è guarita perciò chi ha avuto una colica biliare dovrebbe rivolgersi al proprio medico.

In presenza dei seguenti sintomi è sempre meglio consultare immediatamente un medico:

  • Dolore che persiste oltre 5 ore
  • Nausea e vomito
  • Febbre o brividi
  • Colore giallastro della pelle o delle congiuntive (rispettivamente ittero o subittero)
  • Feci chiare o ipocromiche

 

Come si fa la diagnosi?

La diagnosi di colelitiasi viene fatta in genere con l’ecografia dell’addome. Altre indagini strumentali che possono essere utili alla diagnosi sono:

  • TAC. In caso di complicanze, come ad esempio infezioni o rottura della colecisti e delle vie biliari, può essere indicata una TAC.
  • Scintigrafia della colecisti. Raramente, può essere utilizzata per diagnosticare un’alterata motilità o ostruzioni della colecisti o delle vie biliari.
  • ERCP (colangiopancreatografia endoscopica retrograda). È un indagine sia diagnostica che terapeutica infatti, oltre a localizzare l’ostruzione delle vie biliari, permette di rimuovere eventuali calcoli delle vie biliari
  • Esami ematici. Permettono di rilevare segni di infezione, pancreatite, ostruzione o ittero.

 

Trattamento

VLC ( colecistectomia videolaparoscopica)

La chirurgia è indicata nelle persone con attacchi frequenti di coliche biliari non complicati.

Ad oggi la tecnica più utilizzata è VLC ovvero la rimozione della colecisti tramite laparoscopia perché, essendo mini-invasiva, è caratterizzata da un minor dolore e un minor rischio di complicanze nel post-operatorio.

Dopo che il paziente è stato addormentato, il chirurgo pratica delle piccole incisioni sull’addome quindi inserisce un laparoscopio e una piccola videocamera. La colecisti viene separata dalle strutture circostanti quindi rimossa da una delle piccole incisioni. In genere i pazienti vengono tenuti sotto osservazione in ospedale per una notte e poi dimessi il giorno dopo. La guarigione è molto rapida, e il paziente potrà tornare a svolgere le normali attività quotidiane dopo pochi giorni, una settimana. 

Chirurgia open o laparotomia

Nel caso in cui alla diagnosi ci siano complicanze, come ad esempio infiammazione o infezioni della colecisti, il chirurgo potrà optare per una chirurgia open. Il decorso post-operatorio è più lungo (3-5 giorni in ospedale e alcune settimane a casa).





Chirurgia del fegato, del pancreas e delle vie biliari

Dott. Davide Ghinolfi

Il Dr. Davide Ghinolfi esercita presso l’Unità Operativa di Chirurgia Epatica e del Trapianto di Fegato dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana, leader in Italia nel trapianto di fegato e nella chirurgia epato-biliare.


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